Il numero 2 dell’estate 2025 mette in copertina 2ManyModels, dj parigina al debutto discografico con “Paradis”, house cantata su una base volutamente ruvida. Nell’intervista di Riccardo Sada racconta perché ha scelto un nome d’arte che cita il suo passato da modella per rivoltarlo contro l’ossessione del settore per l’immagine, come si occupa uno spazio storicamente maschile senza chiedere permesso — completo bianco e nero, accessori maschili, sample vocali femminili e ritmi di provenienza queer e diasporica — e cosa ha significato autoprodursi le serate durante la Paris Fashion Week invece di aspettare un booking. La sua formula: non smantellare i codici del clubbing, remixarli.
L’editoriale, “I sepolcri non tanto imbiancati”, è un attacco frontale a chi rimpiange il djing di trent’anni fa: il pubblico dell’elettronica cresce, l’offerta di serate e festival è ormai globale e i voli low-cost hanno reso una vacanza all’estero più economica di una in Italia. Vince chi riempie i locali, intercetta le tendenze prima che diventino tali e gestisce la notte con uno staff professionale; perde chi non accetta che anche nel clubbing esistano categorie e campionati.
Dentro il numero: la Top 100 Clubs 2025 di DJ Mag, con Hï Ibiza al primo posto per il quarto anno e sette club italiani in classifica; l’autobiografia di Gabry Ponte per Rizzoli; l’accordo di distribuzione tra BIG Music e ADA (Warner Music Group); DYSTOP™ e “INIZIAZIONE”, l’album-sorveglianza dell’artista senza volto; la fusione ormai strutturale tra rap ed elettronica, da “Hurry Up Tomorrow” di The Weeknd a Yeat con Anyma; l’estate dei club italiani, da Marco Carola all’ex Macello per il Vision Open Air ai MEDUZA che aprono il King’s di Jesolo, passando per Villa delle Rose, Vega di Gallipoli e Ca’ Margherita; i grandi festival internazionali (Tomorrowland, OFFSónar, Monegros, Les Plages Électroniques, Primer, BEONIX); l’alleanza tra Midance e Soulution sul sostegno psicologico e materiale agli artisti in difficoltà; il racconto della Royal Albert Hall di Pete Tong senza un giradischi sul palco; il cocktail Laroche e il debutto di Spritzer, la label dell’aperitivo; il ritorno di “Veronica Electronica” di Madonna. Chiudono le recensioni, con “Breathe Out” di Armin van Buuren, HUMANiSE di HAAi, i remix di The Cure e il vinile “Avicii – The Iconic Joia Records Remixes” targato Top Records / Joia.