Mentre il 2 novembre si celebra il ricordo dei defunti, il primo novembre a Milano potrebbe segnare la fine di un’era per la vita notturna più superficiale. Al centro di questa piccola rivoluzione c’è Spazio_Diaz, dove debutta 12 Inch, un progetto che non si limita a un nostalgico omaggio al vinile ma ne fa un atto di resistenza estetica e tecnica. Otto ore e mezza di musica, dalle 23:30 alle 08:00, tessute esclusivamente con dischi a 33 e 45 giri, senza l’ausilio di sincronizzatori digitali, in una sfida radicale che costringe a ripensare il significato stesso di suonare in un club. All’ingresso, una politica inflessibile: bollini sigillanti da applicare sugli smartphone per creare uno spazio libero dalla tirannia dei social, dove l’esperienza ritrovi la sua fisicità e il suono la sua priorità.
Dietro questa coraggiosa operazione ci sono tre figure che hanno plasmato la storia del clubbing italiano: Ricky Montanari, pioniere della house romagnola; Simon T, dj e producer con una solida carriera internazionale; e Flavio Vecchi, icona storica della scena, ideatore di after-hour leggendari. La scelta del vinile non è un feticcio ma una presa di posizione tecnica e filosofica: il disco obbliga a una selezione ponderata, rende ogni mix un gesto irreversibile e espone il dj al rischio dell’errore, restituendo autenticità e vulnerabilità a una performance spesso standardizzata. In un momento di omogeneizzazione dei format post-pandemici, 12 Inch propone una via alternativa, accessibile nei prezzi ma rigorosa nell’intento, per recuperare il valore della competenza e della connessione umana. Non un semplice ritorno al passato, ma un tentativo di ridefinire il futuro della cultura dance, togliendo il rumore di fondo per ritrovare l’essenza del ballo. Supportano l’evento Trend Discotec, Enjoy Television e RIN Italia Network.



