Vent’anni di Rebirth Records, il seme che diventa universo: una celebrazione che mescola passato e futuro in un doppio vinile e due uscite digitali, con un parterre di artisti che attraversa generazioni e stili. L’etichetta bresciana, fondata nel 2006 da Daniele “Shield” Contrini, ha saputo costruire nel tempo un’identità che unisce intuizione visionaria e profondo radicamento nella scena elettronica internazionale. Ora, con ‘Rebirth 20’, il catalogo si riapre per un’operazione che non è soltanto celebrativa, ma anche critica: venti anni di suono rivisitati attraverso nuovi remix, gemme nascoste e un dialogo serrato tra maestri e nuove leve. Il doppio vinile in edizione limitata arriverà il 15 maggio (in anteprima il 18 aprile per il Record Store Day), mentre le uscite digitali scandiranno giugno e luglio. Nel solco di una tradizione che già nel 2016 aveva visto la storica compilation curata da Larry Heard, Rebirth sceglie ora di mettere in relazione mondi apparentemente distanti: Alva Noto rilegge ‘City’ degli ILO con la sua architettura elettronica minimale, Glenn Underground plasma ‘See You’ di Nandu in una chiave cosmic disco, Makèz si confronta con il classico ‘Conscious Of My Conscience’ dei Freaks & 012, mentre Terrence Parker porta il suo groove detroitiano su ‘Manifest’ dei Wallflower.
E ancora, dj Babatr, RSS Disco, Red Axes, Silicone Soul, Martinou e Cengiz si muovono tra house, techno e funk, in un mosaico che restituisce l’ampiezza di un progetto cresciuto nel tempo fino a diventare punto di riferimento per qualità e autenticità. A dare corpo alla visione, c’è anche la dimensione più intima e personale: il concept visivo nasce dai disegni realizzati da Contrini a tre o quattro anni, custoditi dalla madre e restituiti poco prima che lei se ne andasse, diventando simbolo di un ritorno alle origini per guardare al futuro. Rebirth, del resto, ha sempre avuto il coraggio di anticipare: nel suo percorso ha pubblicato artisti come Blond:ish, Rampa, Danilo Plessow, Jimi Jules, Argy, accanto a figure storiche come Agoria, Luciano, Michel Cleis, Dave Lee, Butch, Chaim, Emanuel Satie, Marc Romboy e i Freaks (Luke Solomon & Justin Harris), costruendo al contempo una solida famiglia interna con NUfrequency, Robytek, Chromatic Filters, Corrado Bucci, Blue Mondays e Gianluca Pegoiani. Con ‘Rebirth 20’, l’etichetta torna alla sua energia primordiale senza rinunciare alla complessità di un presente in cui il suono resta linguaggio senza tempo. Il risultato è un progetto che non si limita a riassumere due decenni, ma ne ridisegna i contorni, lasciando emergere con forza la vocazione internazionale e insieme profondamente radicata di una realtà indipendente che continua a evolversi restando fedele alla propria anima.



