Torna a Rimini l’appuntamento che negli anni è riuscito a trasformare una fiera di settore in un vero e proprio ecosistema culturale. Dal 12 al 14 aprile 2026, il MIR Club occupa gli spazi della Fiera di Rimini con quella che si preannuncia come l’edizione più ricca mai realizzata, grazie alla rinnovata collaborazione con DJ Mag Italia. Non si tratta semplicemente di una vetrina per addetti ai lavori, ma di un tentativo riuscito di mappare lo stato dell’arte della dj culture italiana, restituendone la complessità: dal turntablism più ortodosso al mixaggio digitale, passando per le frontiere (talvolta ancora incerte) dell’intelligenza artificiale applicata alla musica. L’assetto della manifestazione è pensato per essere un parco giochi totalizzante, con oltre cinquanta consolle a disposizione del pubblico. I nomi più importanti del settore, da Pioneer DJ a Technics, passando per AlphaTheta, Rane, Allen&Heath, fino ai nuovi protagonisti del mercato come Arturia e Focusrite, trasformano il percorso espositivo in un’enorme postazione di prova, dove i confini tra chi espone e chi prova si dissolvono. Accanto all’hardware, trovano spazio anche gli accessori fondamentali per chi vive il mestiere: Sennheiser, Aiaiai, Magma, Decksaver e Phase confermano la presenza, sottolineando come il dettaglio tecnico sia spesso la chiave per l’espressione artistica.
Il programma, denso e stratificato, si snoda attraverso tre giorni che alternano momenti di alta specializzazione a veri e propri rituali collettivi. Si parte domenica 12 aprile con l’opening act di Dj Kowu, che porta in scena l’arte del mashup come strumento di decostruzione e ricomposizione del linguaggio musicale. Tuttavia, la giornata si distingue per un dibattito che promette di essere spartiacque: “Suno o Suono?” mette sul tavolo la questione calda della produzione musicale nell’era dell’intelligenza artificiale, interrogandosi su pro, contro e implicazioni legali di una tecnologia che sta già riscrivendo le regole del mestiere. Un tema che il mondo della musica elettronica non può più permettersi di ignorare. Imperdibile, per il terzo anno consecutivo, il ritorno del “Demolition Panel”, lo speed date che offre ai giovani produttori indipendenti la possibilità di far ascoltare le proprie demo a discografici e artisti affermati, confermandosi come uno snodo cruciale per il ricambio generazionale. La domenica si chiude con un omaggio alla sperimentazione visiva e sonora: Dj Aladyn presenta “Selectavision”, arricchito dal contributo live di Saturnino, un connubio tra elettronica e bass line suonate dal vivo che promette di fondere il corpo fisico della performance con la stratificazione delle proiezioni video.
Lunedì 13 aprile è la giornata dedicata all’approfondimento verticale. Le masterclass rappresentano il cuore pulsante dell’offerta formativa: Saturnino condividerà la sua visione in dialogo con Fresco, mentre Mark The Hammer e Boosta (quest’ultimo figura centrale nel panorama rock-elettronico italiano) sveleranno i propri metodi creativi. La presenza di Chris Calcutt per Focusrite aggiunge un ulteriore livello di qualità al comparto produzione. Ma è nel pomeriggio che si accendono i riflettori sulla competizione e sull’innovazione. L’”Open Format Dj Battle” debutta con un format democratico e trasversale, aperto a ogni genere e stile, dove la tecnica e la capacità di sintesi in tre round da un minuto diventeranno l’unico metro di giudizio. A impreziosire la giornata, due eventi dal forte impatto specialistico: “Inside the Boot” con Luca Agnelli, un’immersione nel workflow del dj in console, con focus sulle potenzialità delle nuove tecnologie AlphaTheta (tra cui spiccano la cdj-3000X e la RMX-IGNITE), e l’attesissima tappa italiana dell’Arturia World Tour, dedicata all’arte della sintesi sonora e all’esplorazione di nuovi flussi di lavoro creativi. La giornata si conclude con il closing act affidato a Roberto Intrallazzi, che dal palco della Technics Vinyl Lounge propone un set rigorosamente “Vinyl Only”, a testimonianza di come il calore del vinile resti insostituibile anche nell’era del digitale.
Martedì 14 aprile la manifestazione si apre con un tono quasi cerimoniale: Simone Barbaresi si esibisce al Vinyl Lounge con un set su vinili da 7 pollici, un esercizio di stile che esalta la manualità e la selezione. L’evento clou di questa giornata finale è però “Meet the Industry”, un format inedito per l’Italia che mette fianco a fianco progettisti, product specialist e marketing manager dei maggiori brand mondiali (Pioneer DJ, Technics, AlphaTheta, Denon DJ, Rane, solo per citarne alcuni) per un confronto diretto con il pubblico. Un’occasione rara per scardinare la logica a senso unico del rapporto marca-consumatore, aprendo un dialogo su prodotti, aneddoti e visioni future. A completare l’esperienza, il party ufficiale previsto per la serata di lunedì 13 aprile al Peter Pan Club, confermando che MIR Club non è solo un momento di formazione e business, ma una celebrazione collettiva della cultura che lo anima.



