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Il riscatto di Super-Frog Saves Tokyo

Un nuovo manifesto sonoro per un’epoca senza memoria, dove la nostalgia non è più una prigione ma un trampolino. Bristol, culla di rivoluzioni elettroniche, restituisce al mondo Super-Frog Saves Tokyo, progetto solitario di David Harrison, con “Beams”, un disco che promette di squarciare il velo di piattume contemporaneo. Pubblicato sotto l’egida di Electronic Architecture, questo viaggio in otto trame non è una semplice collezione di brani, ma un organismo pulsante e coerente, pensato per la trance solitaria delle cuffie quanto per la catarsi collettiva del dancefloor. È qui che lo spirito irrequieto degli anni Novanta, con le sue melodie ipnotiche e i suoi groove potenti, viene resuscitato non attraverso un’operazione di puro revival, ma grazie a una fusione alchemica con le possibilità infinite del sound design moderno. L’album naviga con spregiudicatezza tra i generi, dalla trance balearica alle distorsioni techno, passando per placide ambientali, ma senza mai perdere la bussola della riconoscibilità melodica, l’elemento che trasforma un suono in un ricordo indelebile.

Si parte con “Drench”, un inganno liquido di archi e pianoforti distorti che si trasforma in un batterista warpato e in un basso dinamico, per poi esplodere in un apice di pura euforia. “Scream” incanala invece una energia caotica, con una linea di basso analogica che ronza sotto a build glitch, clap disco e percussioni stridenti. “Mondrago” offre una tregua, un respiro apparentemente sereno che nasconde un’ombra di malinconia, mentre “Clarion”, il primo singolo, è un colpo secco: nove minuti di trance pulsante che preparano il terreno per la rarefazione di “Ascend”. È con “Minds”, però, che l’opera tocca forse il suo vertice, un inno allo stop-start, all’acid bollente e ai pad filtrati che evoca il brivido della techno d’epoca. “Insidious” spinge poi verso territori più abrasivi, con un basso Reese saturo e ritmiche distorte, prima che “Lumière” chiuda il cerchio con un sorprendente, e splendido, abbraccio italo-disco, un finale baciato dal sole dopo un viaggio notturno. “Beams” non è un semplice album, è una dichiarazione di esistenza. Dimostra che è possibile parlare al cuore e al corpo simultaneamente, che la complessità può essere accessibile e che la memoria, se maneggiata con cura, non è un peso ma il carburante per guardare avanti.

Tracklist:

1. Drench
2. Scream
3. Mondrago
4. Clarion
5. Ascend
6. Minds
7. Insidious
8. Lumiere

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Official Trailer: https://bit.ly/beams-trailer

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