Mentre l’Europa dominava le classifiche con melodie trascinanti, oltreoceano esplodeva una scena trance sotterranea, nata tra i rave nel deserto e sperimentazioni audaci. Negli anni ’90, l’America costruì un sound unico: ritmi tribali, progressioni ipnotiche e un’atmosfera più oscura, lontana dagli schemi europei. L’album “Hypnotised: A Journey Through American Trance Music” svela questa storia dimenticata, tra gemme rare e hit globali.

New York fu uno dei primi epicentri: Dennis ‘Aurasphere’ Ferrer, prima di diventare icona house, firmò “The Greenhouse Effect”, traccia sperimentale senza beat uscita su EXperimental label. Nello stesso periodo, l’etichetta IST lanciò pezzi come “Dark Black Ominous Clouds”, ispirati alle sonorità cosmiche dei rave newyorkesi. La Florida, con i Rabbit In The Moon, contribuì con “O.B.E.”, brano psichedelico che conquistò Sasha e portò la scena statunitense sotto i riflettori internazionali. Il 1997 segnò una svolta: “Heart Sequences” di Aquarhythms, su Astralwerks, introdusse texture ambient, mentre il trio Neil Kolo, Chris Fortier e l’etichetta Fade esportarono in Europa un progressive armonico, con pezzi come “Track One” e “The Love”.

L’Arizona entrò in gioco con Plastik Records e l’esordio di Markus Schulz: “You Won’t See Me Cry”, inno breakbeat dai rave nel deserto, affiancato da “In Dark Skies” di Vertigo Deluxe e l’energia di “Out There” di Hyper-X. Nonostante la nicchia, l’America regalò al mondo momenti iconici: il “Silence” dei Delerium, qui nella versione originale di 11 minuti, e collaborazioni epiche come “Tears From The Moon” di Conjure One e Sinéad O’Connor. La West Coast chiude il cerchio con la Fragrant: Sandra Collins e Deepsky portarono acid e melodie spaziali, mentre Dream Music lanciò “Time”, traccia d’apertura del leggendario “Tranceport” di Paul Oakenfold. Con 27 brani, 9 etichette e un arco temporale dal 1992 al 2002, “Hypnotised” è un viaggio per appassionati e curiosi, tra tesori sepolti e capolavori che hanno scritto la storia. In uscita il 16 maggio per Black Hole Recordings, l’album non è solo una collezione, ma un manifesto di un’era rivoluzionaria. [blackhole.lnk.to/Hypnotisedusa]
Tracklist: Hypnotised: A Journey Through American Trance Music (1992 – 2002)
CD 01 – EXperimental / Hallucination / IST
01. Aurasphere – The Greenhouse Effect
02. Symphony Of Love – Quantum Leap
03. Bio-Dreams – Dream Sequence 1
04. Rabbit In The Moon – O.B.E (Out-Of-Body Experience)
05. Second Hand Satellites – Orbit 1.3
06. Hazed – Percussion
07. Lenny Dee featuring DJ Micalizzi – I Have No Love
08. Disintegrator – Dark Black Ominous Clouds
09. Koenig Cylinders – Carousel
CD 02 – Astralwerks / Fade / Plastik
01. Lida Husik & Beaumont Hannant – Textured
02. Aquarhythms – Heart Sequences
03. Spacetime Continuum – Freelon
04. Kolo – Track One (Original Transmission Mix)
05. Steve Porter – Adaptor
06. Chris Fortier and Neil Kolo pres. Fade featuring Dauby – The Love (Sanctuary Dub)
07. Hyper-X – Out There
08. Markus Schulz – You Won’t See Me Cry
09. Vertigo Deluxe featuring Margeaux Fernandez – In Dark Skies
CD 03 – Nettwerk America / Fragrant / Dream Music
01. Conjure One featuring Sinéad O’Connor – Tears From The Moon
02. Delerium featuring Sarah McLachlan – Silence (Sanctuary Mix)
03. BT featuring Kirsty Hawkshaw – Dreaming
04. Pure Nova – Pure Elements
05. Sandra Collins – Red
06. Deepsky – Stargazer
07. Sylvane – Voices
08. Dream Traveler – Time
09. Guardians of the Earth – Starchildren
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