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Gloria Fregonese, la rivoluzione dietro al mixer

Gloria Fregonese incarna una modernità fatta di talento ibrido e determinazione, un caso studio su come i percorsi professionali non siano più lineari ma un intreccio di passioni. Modella e dj, ha forgiato la sua identità artistica partendo dall’universo fashion per approdare con autorevolezza ai templi della musica dance internazionale. Il suo esordio risale al Carnevale di Venezia nel 2019, un battesimo del fuoco che ha spalancato le porte di club leggendari come il Super G di Courmayeur, il Byblos in Croazia, il BCM a Mallorca e la storica Capannina di Franceschi a Forte dei Marmi. Oltre ai dj set, la sua firma artistica si è declinata in collaborazioni prestigiose con brand del calibro di AC Milan, Bentley e Lamborghini, e ha condiviso il palco con nomi internazionali come Bob Sinclar e dj Matrix. La troveremo anche nel libro sulle donne dj edito da Kdope su collana Sindacato del Suono: “Lady-J”.

Interrogata su chi abbia acceso la sua passione per il djing, la risposta è chiara.
“Mi ha insegnato tutto ciò che so, dalle tecniche del mixing e mi ha dato anche molti, molti consigli a livello culturale, musicale, sulla musica dance e sulla musica comunque da club”.
La sua attività non si limita alle performance live. Nel 2020 ha pubblicato il primo singolo “Time to Go Back”, seguito da “Lose the Light” e “Live it All”, brani nati da un processo creativo profondamente emotivo.
“I miei brani nascono dalle emozioni. È sempre molto difficile oggi, secondo me, farlo capire alle etichette discografiche che seguono molto le regole commerciali. Io non credo che le mie emozioni abbiano regole commerciali, vabbè, cerchiamo di adattarci. Io lavoro in studio con un team di producer, solitamente due, quindi ci sono tre persone che lavorano insieme a me”.

Il suo stile è il frutto di una sperimentazione senza confini, partita dalla techno più pesante per esplorare generi diversi.
“Io, quando ho iniziato a suonare, suonavo un po’ di tutto. Uno perché volevo capire anche io stessa che cosa mi piaceva di più e che cosa ero anche più in grado di trasmettere alle persone, quindi veramente spaziavo su ogni genere. All’inizio suonavo musica techno, la techno molto pesante, che per esempio ora non suono perché mi veniva più facile tecnicamente mixare e quindi all’inizio, un po’ impacciata l’emozione eccetera, io suonavo generalmente la techno”.


Un percorso di scoperta costruito anche su palcoscenici insoliti.
“I primi dj set che ho fatto li facevo in gelateria con due persone davanti, al barettino del paese, alle feste di compleanno, quindi non c’era uno studio dietro, c’era uno studio di me stessa perché io stessa in quel momento cercavo di capire se poteva davvero diventare il mio futuro e soprattutto ogni volta imparavo qualcosa di nuovo, sia musicalmente parlando che proprio sul fatto di stare in console”.

Sul tema scottante della presenza femminile nel djing, Fregonese osserva con lucidità: le donne non sono più una stranezza, ma il pregiudizio persiste.
“Secondo me non c’è una regola. Io credo che tutti i giorni ci sia una regola, no? Un po’ come l’amore, non lo puoi spiegare. Oggi, soprattutto nell’ultimo anno, le dj donne non sono più una novità, un’esclusiva, una stranezza, quindi credo che oggi sia abbastanza facile. Per quanto venga reputato ancora un lavoro per uomini, il dj bravo, competente, solitamente è un uomo. E se è una donna, o è una donna che ha già un grande nome, oppure devi farti un po’ strada”.
Ricorda come, all’inizio, la sua bellezza fosse un’arma a doppio taglio.
“Volevano capire se io fossi davvero in grado di suonare, se quello che facevo lo facevo davvero io. Penso che nel mio caso, come donna, abbia dovuto dimostrare che quello che stavo facendo ero in grado di farlo. Spesso sento dire la frase, sia da addetti ai lavori che da esterni, ah vabbè ma quella suona col mixato e solitamente lo dicono soprattutto se la dj è carina. Oggi ce ne sono tantissime di carine, ti dico io le conosco tante, ne ho viste suonare tante, non ho mai visto che suonassero con dei mixati. Però si sa quando la volpe non arriva all’uva dice che è acerba, mi sembra un po’ questo il caso”.

Oggi, le priorità si sono definitivamente ribaltate: si definisce prima una dj e poi una modella.
“Prima dei trent’anni ho scoperto cosa musicalmente mi piace e cosa no, e quali club possono essere i miei club, quali eventi possono essere i miei eventi. Ci sono posti in cui io lascio il cuore, ci sono console in cui lascio il cuore, ci sono console, non dico che siano brutte, però dove fai l’evento, fai la serata e dici ok, no? Quindi oggi io sono concentrata al 100% sulla carriera da dj”.