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Celeste Villa e la consapevolezza musicale

Il 55 Milano si appresta a diventare, l’8 marzo, l’epicentro di una rivoluzione sonora al femminile. In consolle, a dare voce a questa energia, ci sarà anche Celeste Villa, dj napoletana di origini peruviane, ultima arrivata in ordine di tempo nella scuderia di Venus Vibes, il movimento che sta ridisegnando i confini della musica dance al femminile. La sua storia, fatta di migrazioni culturali e passione per i ritmi più disparati, è il racconto di una generazione di artiste pronte a non chiedere più permesso. Entrare in Venus Vibes, per lei, non è stato semplicemente un ingresso in una squadra, ma l’acquisizione di una consapevolezza più profonda. Alla domanda su cosa rappresenti questa nuova avventura, ha risposto con entusiasmo genuino. “Per me entrare in Venus Vibe è un orgoglio, uno perché avere un movimento del tutto femminile è un traguardo per noi donne. Io sono una dj e farne parte mi rende felice, grazie”. L’appuntamento dell’8 marzo al 55 Milano si preannuncia come una celebrazione di questa identità. Quando le è stato chiesto cosa dobbiamo aspettarci dalla sua selezione, tra spinte pop e ritmi dance, ha chiarito senza esitazioni la sua strategia. Celeste Villa: “Essendo che il mio genere è tech-house manterrò sempre quell’identità, per rappresentare meglio l’8 marzo cercherò anche di mettere nel mio set delle tracce che sono fatte dalle nostre colleghe donne”.

Ma Venus Vibes non è solo un’etichetta o una semplice aggregazione di artiste; è una community pensata per accompagnare le talenti nel loro percorso di crescita. Le è stato chiesto quale sia stata la prima emozione nel ricevere quella proposta, e la sua risposta ha svelato una vulnerabilità che è anche forza. “Sicuramente l’essere considerata ad oggi non è scontato, quindi tanta gratitudine, sono pronta”. Il suo immaginario musicale è un mosaico ricco e variegato. Interrogata sulle artiste che hanno segnato il suo approccio alla musica, ha evitato facili categorizzazioni, abbracciando uno spettro che va dal pop internazionale alla tech-house. “Io vorrei generalizzare e non definirmi solo sulla musica tech house, assolutamente sì, più di una. Ma partendo già dal pop: Britney Spears, Shakira, Beyoncé, Rihanna, sono tutte donne che nel mondo della musica mi hanno ispirato tanto, fino ad arrivare ad oggi anche al repertorio della musica tech house, tipo Peggy Gou, per me è un personaggio forte nell’ambiente, Nina Kraviz. Veramente tantissime, a livello artistico tante altre, quindi è infinito e sono orgogliosa di questo”. Questo discorso si intreccia perfettamente con il valore della memoria. Considerato che esiste un libro manifesto intitolato “Lady-J” che raccoglie le storie delle pioniere della dance, le è stato chiesto quanto sia fondamentale, oggi, raccontare il percorso delle donne in questo settore: “È importantissimo, a parer mio, per avere la consapevolezza di quello che oggi possiamo fare e dare. Ricordare il nostro passato ci rende più solide oggi e quindi per me sì, faccio sempre presente la mia storia, in base anche a quello che è il mio vissuto. Io comunque gli anni 2000 li ho vissuti ed è stata proprio la transizione, mettiamola così. Oggi, grazie a tutto quello che è il passato, possiamo permetterci anche noi uno spazio”.

Riflettendo sul significato della Festa della Donna nel 2026, la sua analisi si è fatta lucida e proiettata al futuro. “La data è magnifica anche per iniziare il progetto, essendo noi tutte donne, penso che siamo più agevolate oggi ad essere considerate, che comunque la nostra grinta ha preso un tipo di posizione, un valore che non si può nascondere e quindi…”. Ma la sua visione artistica non si ferma alla console. Le è stato chiesto se senta il bisogno di esplorare territori sonori lontani dalla sua comfort zone, e la risposta ha svelato la ricchezza del suo background familiare. “Certo, assolutamente da sempre. Penso che la mia fortuna siano le mie origini, sono nata in Italia, preciso a Napoli, tutta la mia famiglia paterna è italiana, la mia famiglia materna è latina, di preciso il Perù. Avendola vissuta sin da piccola, avendo fatto viaggi interculturali, mi sono avvicinata tantissimo anche ai generi folclorici, quelli meno considerati, e mi hanno sempre dato tanta ispirazione. Poi, essendo nella fase tra i 2000 e la musica di oggi, posso ancora definirmi fortunata di aver avuto anche un repertorio vasto, tipo il rock, il pop, la musica salsa, merengue, anche dalle generazioni di mia madre e mia sorella che è più grande, che è dell’88, mia nonna e i miei bisnonni. Quindi su questo non abbiate paura, veramente la testa è piena di suoni e ritmi. Quindi approfittando di questo, vorrei anche creare e trovare uno stile mio, infatti quest’anno sto lavorando su questo, vorrei lanciare almeno una produzione mia, essendo che ho anche studiato produzione musicale”.

E proprio sulle prospettive future, tra produzioni e desideri per i prossimi mesi, Celeste ha gettato lo sguardo in avanti, con la determinazione di chi vuole lasciare il segno. “Nei miei interessi quello di suonare nei club di Milano, essendo che ci vivo, per me sarebbe un orgoglio girarli tutti e sicuramente per quest’anno stiamo già lavorando per tirar fuori una delle mie produzioni e girare il mondo, insomma, piano piano, step by step”. L’8 marzo al 55 Milano non sarà solo una festa, ma un tassello di un percorso più ampio. Celeste Villa, con la sua energia e il suo bagaglio culturale unico, rappresenta perfettamente lo spirito di una nuova scena: inclusiva, consapevole e pronta a ballare sulle macerie degli stereotipi, un beat alla volta.

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