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San Siro non basta, Gabry Ponte ci porta al circo

Foto di Kimberley Ross

Il 27 giugno scorso, Gabry Ponte ha riempito per la seconda volta consecutiva lo stadio milanese, confermando ciò che molti avevano già capito un anno prima: stiamo parlando del dj italiano più ascoltato al mondo, un’anomalia capace di fare sold out dove di solito siedono solo le rockstar. Quasi 110.000 spettatori complessivi nelle due edizioni del “SAN SIRO DANCE”, con ospiti del calibro di Jovanotti, Salmo ed Eiffel 65, e tre artiste internazionali, Alessia Labate, Kel e Shibui, ad affiancare il produttore torinese sulle note di “Africa” dei TOTO. Un evento che va ben oltre la semplice esibizione da consolle, e che riposiziona il dj set come forma d’arte capace di riempire i templi della musica dal vivo.

Sul palco, la sorpresa: l’annuncio di “CIRCOTRON, The Dance Show”, tour nei palasport previsto per la primavera 2027, con tappe a Bologna, Torino, Roma e Milano. Un progetto che fonde la cultura clubbing con l’arte circense contemporanea, dentro un’estetica fantasy e steampunk in cui acrobati e performer diventano scenografia vivente. Niente palco tradizionale, niente distanza dal pubblico: il confine fisico tra artista e platea sparisce, e chi assiste diventa parte attiva dello spettacolo. Sei miliardi di stream, 51 dischi di platino, una nomination ai Grammy nel 2001 con “Blue (Da Ba Dee)” e un recente finale all’Eurovision 2025 con “Tutta L’Italia”: la parabola di questo artista racconta una carriera costruita senza mai smettere di alzare l’asticella.

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