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Push riscrive il suo universo con un album

Push torna al formato album con “Known Universe”, ottavo capitolo della sua carriera, in uscita il 3 luglio, e lo fa con un progetto che guarda al passato senza trasformarsi in un semplice esercizio nostalgico. Dietro questo lavoro c’è infatti la volontà di Mike Dierickx di ricostruire fedelmente il proprio storico studio hardware, recuperando strumenti, processi e perfino le difficoltà che avevano caratterizzato le sue prime produzioni. Un’operazione che va ben oltre il vintage e diventa una vera dichiarazione d’intenti: ritrovare l’essenza del proprio linguaggio musicale in un’epoca dominata dall’immediatezza del software.

Nel panorama elettronico, dove rincorrere le tendenze sembra spesso una necessità, il produttore belga ha costruito la propria identità seguendo una strada completamente diversa. Nel corso degli anni non ha mai modificato il suo stile per inseguire le mode del momento, preferendo preservare una cifra sonora riconoscibile e coerente. Una scelta che, se da un lato può avergli fatto perdere terreno in alcuni periodi, dall’altro gli ha permesso di attraversare le generazioni senza perdere credibilità.

La conferma è arrivata anche recentemente. A venticinque anni dalla loro pubblicazione, “Strange World” e “Universal Nation” sono tornati nella Top 100 All Genres di Beatport grazie a un rinnovato interesse da parte del pubblico e alla scoperta di quei brani da parte di una nuova generazione di ascoltatori. A contribuire alla riscoperta è stato anche Tiësto, che ha presentato un suo re-edit di “Universal Nation” durante un set al Dreamstate Southern California, riportando uno dei dischi simbolo della trance davanti a un pubblico contemporaneo. Più che un effetto nostalgia, il risultato dimostra come certe produzioni riescano ancora oggi a conservare una forza espressiva capace di superare il tempo.

“Known Universe” nasce proprio da questa consapevolezza. L’artista ha deciso di lavorare esclusivamente con la stessa generazione di sintetizzatori e macchine utilizzate agli inizi della propria carriera, quando realizzò anche “From Beyond”. Strumenti rivoluzionari per l’epoca ma lontani dalla perfezione: apparecchi instabili, sessioni imprevedibili, surriscaldamenti e progetti persi facevano parte della quotidianità. Sono proprio quelle limitazioni, secondo Dierickx, ad aver restituito autenticità al disco, obbligandolo a riscoprire pazienza, istinto e capacità di problem solving, qualità spesso sacrificate dai moderni workflow digitali.

Sul piano sonoro il nuovo lavoro mantiene intatto il marchio di fabbrica di Push: progressioni armoniche raffinate, melodie stratificate, bassi profondi e una costruzione della tensione che continua a parlare direttamente al dancefloor senza rinunciare alla componente emotiva. Più che un ritorno al passato, “Known Universe” rappresenta la sintesi definitiva di una filosofia produttiva rimasta immutata nel tempo, dimostrando come l’autenticità possa ancora essere uno degli elementi più rivoluzionari della musica elettronica.

mikepush.com/

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