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L’album di oskar med k non è più un segreto

Photo credits: Fredrik Winge

C’è un momento, nella carriera di un produttore elettronico, in cui il confine tra artista in ascesa e fenomeno consolidato si fa sottile. Per oskar med k, quel momento si chiama “Make Me Feel”. Il brano, pubblicato su 7Cult Records, non solo ha scalato la classifica Global House di Shazam e raggiunto la numero uno nella US Dance Radio, ma ha anche regalato al dj e producer norvegese una nomination come Canzone dell’Anno ai P3 Gull Music Awards e oltre 11 milioni di ascoltatori mensili in meno di un anno. Un biglietto da visita che avrebbe schiacciato chiunque, ma che per lui è stato semplicemente il punto di partenza. Ora, con l’album d’esordio “feel”, oskar med k prova a fare il salto di qualità definitivo. Non siamo di fronte a una raccolta di brani cuciti addosso al successo del singolo, ma a un lavoro organico che fonde la sensibilità pop a una produzione minimale e pensata per la pista. La filosofia è chiara: la melodia deve dire ciò che le parole non riescono a esprimere.

E nell’album questa teoria si traduce in un equilibrio perfetto tra atmosfera e ritmo, con un filo conduttore che lega le 17 tracce in un flusso unico. Tra i momenti più alti spicca “Sweet Nothings”, un groove cool e ipnotico dove un pianoforte elegante si intreccia a percussioni secche e riff di chitarra per raccontare l’ossessione amorosa. Accanto a lei, i già noti “say no prayer” e la hit che ha cambiato le carte in tavola, “Make Me Feel” (con l’immancabile versione “nobody” accanto a Khalid). L’uscita dell’album coincide con un momento d’oro per la carriera live dell’artista. Il “Make Me Feel Tour” 2026, già partito con una serie di date sold-out in Nord America, si prepara a espandersi ulteriormente con una seconda gamba autunnale che toccherà Stati Uniti, Europa e due attesissimi debutti a novembre tra Barcellona e Madrid.

Dopo le esibizioni da headliner al Coachella (Heineken House), Red Rocks e SUPERBLOOM, oskar med k dimostra di avere le spalle larghe abbastanza per reggere il peso di un tour mondiale. Il dato più interessante, però, resta un altro: mentre molti producer inseguono il suono del momento, lui continua a scolpire il suo, fatto di chill house elegante e vocals di impatto, confermandosi uno dei nomi più importanti della nuova scena elettronica globale. Con “feel”, l’impressione è che il meglio debba ancora venire.