Home / News / Report SIAE 2024: il boom dello spettacolo

Report SIAE 2024: il boom dello spettacolo

Mentre l’Italia fatica a trovare un equilibrio economico, il settore dello spettacolo vive una stagione di sorprendente vitalità. I dati dell’89esimo Rapporto SIAE raccontano un Paese che, nonostante tutto, continua a investire in cultura, musica e intrattenimento, con numeri che sfiorano i record storici: oltre 3,3 milioni di eventi, 253,5 milioni di spettatori e una spesa complessiva superiore ai 4 miliardi di euro. Ma dietro questa apparente euforia si nascondono segnali contrastanti, che rivelano un comparto in profonda trasformazione, alle prese con nuovi linguaggi, abitudini di consumo e fragilità strutturali. I concerti rimangono il motore economico del settore, generando il 25% della spesa totale nonostante rappresentino solo il 2% degli eventi. Eppure, il vero protagonista del 2024 è stato il teatro, che registra l’incremento di pubblico più significativo (+7,2%), confermando una rinascita dopo anni di marginalizzazione.

https://www.siae.it/it/rapporto-siae-2024

Mentre il cinema, nonostante domini l’offerta con l’81% degli spettacoli, cattura solo il 29% degli spettatori, segno di un rapporto sempre più complicato con le sale. Tra le sorprese, il jazz, che cresce del 18,6% nel pubblico, trainato da festival come Umbria Jazz e da una distribuzione sempre più capillare. La geografia dello spettacolo riflette un’Italia a due velocità: la Lombardia domina con il 18% degli eventi e oltre un miliardo di euro di spesa, ma sono le regioni meno centrali a mostrare le crescite più robuste. Il Friuli-Venezia Giulia (+9,5% di spettacoli), l’Abruzzo (+10,4%) e persino la Basilicata (+7,5%) dimostrano che la cultura si sta diffondendo oltre i tradizionali poli urbani, anche se i divari restano enormi. Il Nord-Est vola, il Centro arranca, mentre il Sud resiste grazie a grandi eventi estivi e un turismo musicale in espansione. Ma i veri nodi emergono dall’analisi delle abitudini di consumo: il pubblico medio per spettacolo è sceso del 3,7%, segno che gli italiani preferiscono eventi più piccoli e distribuiti sul territorio. Una tendenza che mette in crisi il modello dei “grandi live”, con concerti sopra i 5.000 spettatori in calo (-10,4% di pubblico e -7,5% di spesa). Crescono invece i palasport (+23%) e gli spazi all’aperto (+27,5%), mentre gli stadi perdono appeal (-22%). La destagionalizzazione è un altro fenomeno chiave: luglio resta il mese regista, ma l’inverno registra un +33,7% di presenze, suggerendo che lo spettacolo sta imparando a vivere oltre l’estate.