Mentre il sole di Ibiza inizia a scaldare le notti bianche dell’estate, una certezza si impone tra i clubber: le domeniche appartengono alla pyramid. Diciassette appuntamenti, dal 9 giugno al 6 ottobre, trasformano Amnesia in un tempio di sperimentazione sonora, dove leggende della techno e nuovi profeti della scena elettronica si sfidano tra luci geometriche e atmosfere ipnotiche. Non è solo una stagione, ma un manifesto musicale che mescola generazioni, stili e provocazioni, con b2b inediti che sfidano ogni logica di genere. L’opening party del 9 giugno lancia il sasso nello stagno con un lineup esplosivo, ma è solo l’inizio di un viaggio che promette di stravolgere le gerarchie del clubbing.
Ricardo Villalobos e Luciano insieme nello stesso booth, Chris Liebing che si fonde con Marco Faraone, mentre Bicep torna il 7 luglio per un dj set che già fa tremare i social. E poi loro, i nuovi arrivati: E.Lina, Alexxandra e Bubble Love, nomi che pochi conoscono ma che pyramid scommette saranno i Richie Hawtin di domani. La vera sorpresa? Il format b3b del closing, dove tre artisti condividono i decks in un caos calcolato, sintesi perfetta di una filosofia che preferisce il rischio alla sicurezza. La Terrace ospiterà il live di Maribou State il 1° settembre, mentre la Main Room continuerà a scuotere le fondamenta con le bassline di Nina Kraviz e le sperimentazioni di Richie Hawtin.
Pyramid non è solo musica: è un’estetica che gioca con contrasti spaziali, dove il bianco e il nero dividono fisicamente le sonorità. Un lato per chi cerca il pugno nello stomaco, l’altro per chi vuole perdersi in melodie siderali. Eppure, il confine è labile, perché qui gli artisti sono incoraggiati a infrangere le regole. Persino Tiga, icona della house più elegante, si ritrova in un b2b con Marco Faraone, dimostrando che la sperimentazione è l’unica legge. Tra i big confermati spiccano anche Seth Troxler e Sama’ Abdulhadi, mentre Sidney Charles e Luuk Van Dyk promettono una serata di techno senza compromessi il 18 agosto.
Criticata da alcuni per il coraggio di mixare generi lontani, pyramid risponde con una domanda: esiste ancora un confine tra techno, house ed elettronica sperimentale? La risposta arriva dal pubblico, che ogni domenica riempie Amnesia senza pretese, pronto a farsi travolgere. Perché qui non si viene per ascoltare, ma per vivere un’esperienza collettiva. Con un finale che vedrà il 6 ottobre chiudere il cerchio tra luci e sudore, una cosa è certa: pyramid non è un party, è una rivoluzione silenziosa. E Ibiza, come sempre, ne è il campo di battaglia.



