Il ventesimo compleanno di Rebirth Records si consuma in due tempi, e il secondo capitolo arriva il 7 agosto con un titolo che è già un programma, “Part Two”. Se la prima uscita, pubblicata a giugno come doppio vinile in edizione limitata e in formato digitale, celebrava i nomi internazionali legati all’anniversario, questa seconda tranche cambia prospettiva e guarda dentro casa, riportando alla luce gli artisti storici del catalogo, alcune gemme dimenticate e nuove letture di brani che meritavano una seconda vita.

Il progetto raccoglie i contributi di Corrado Bucci, Chromatic Filters, Blue Mondays, Matteo Gamba, Memo Framed e Federico Baracco, insieme ad altri membri della famiglia dell’etichetta, in quella che si presenta come una fotografia dell’impegno ventennale nel coltivare talenti e relazioni artistiche durature. Accanto alle produzioni originali trovano posto remix scelti con cura, capaci di mettere in dialogo epoche diverse e di restituire un’altra faccia della narrazione, fatta non solo di istantanee iconiche ma di legami costruiti nel tempo.

A firmare le nuove reinterpretazioni sono Darryl Baalki, Elado, Willem Mulder, Red Axes, Afriqua, Soul of Hex, Mikhu, Darren Emerson, Valentino Kanzyani e Ramonpang, un elenco che allarga lo sguardo sull’universo sonoro della label, dove house, deep, disco, indie dance e sperimentazione elettronica convivono senza frizioni. Tra i brani in scaletta spiccano “Not Alone” firmato da Corrado Bucci presents The Thief Of Trees, “Synapses” dei Chromatic Filters e “Tribute” di Federico Baracco, mentre tra le riletture emerge “Bad Reputation” di Psycho Radio Vs Lc Anderson nella versione firmata Red Axes, già circolata in precedenza ma qui reinserita nel racconto complessivo.

Non manca la componente fisica del progetto, due uscite bonus in vinile previste per settembre, che raccoglieranno una selezione dei brani digitali insieme a inediti come il remix di Nick Holder Trackheadz su “Numero 5” di Gianluca Pegoiani e Ann Saunderson, e la Hypno House Dub firmata Silicone Soul per “Beyond Senses”. Se la Prima Parte aveva raccontato la risonanza internazionale raggiunta dall’etichetta, questa seconda tappa ne rivendica invece le radici, la comunità e il dna creativo, offrendo uno sguardo più intimo su artisti, dischi e legami che ne hanno definito l’identità in due decenni di attività.