La prospettiva di vedere scomparire gli storici chioschi di Cala Llonga sta provocando una forte reazione da parte della comunità locale, degli operatori economici e di chi, da decenni, vive e frequenta una delle spiagge più amate di Ibiza. Per molti non si tratta semplicemente della chiusura di due attività commerciali, bensì della possibile perdita di un elemento che nel tempo è diventato parte integrante dell’identità del litorale, contribuendo a creare quell’atmosfera autentica che rende una destinazione memorabile per residenti e turisti. Ne parla anche il Periodico de Ibiza del kiosko Hollywood e di quello di Pedro.
L’annuncio dell’avvio delle procedure necessarie per la demolizione di una delle strutture presenti sul demanio marittimo ha generato sconcerto e preoccupazione. Le autorizzazioni risultano scadute e sulle costruzioni grava un ordine di abbattimento emesso dall’autorità competente, una situazione che affonda le proprie radici in una lunga e complessa vicenda amministrativa iniziata molti anni fa. Tuttavia, ciò che emerge con forza dal territorio è la convinzione che sarebbe stato opportuno individuare con maggiore determinazione soluzioni capaci di conciliare il rispetto delle norme con la tutela di un presidio storico della spiaggia.
Tra le voci più critiche c’è quella di chi opera quotidianamente nella zona e sottolinea come l’eliminazione dei punti di ristoro non rappresenti affatto un vantaggio per le altre attività. Al contrario, il flusso di persone che si fermava per una bevanda o una pausa contribuiva a sostenere l’intero tessuto economico dell’area. L’indotto generato da queste realtà andava ben oltre la semplice somministrazione di cibi e bevande, creando movimento, socialità e occasioni di incontro.
Un aspetto particolarmente sentito riguarda proprio il ruolo aggregativo svolto da questi spazi. In una località che vive anche di turismo e di intrattenimento, la presenza di luoghi informali affacciati sul mare rappresenta un elemento fondamentale per costruire esperienza, convivialità e senso di appartenenza. Una dinamica ben conosciuta anche dal mondo della musica elettronica e del clubbing, dove l’atmosfera di una destinazione è spesso determinante quanto l’offerta artistica stessa. Non è un caso che molti frequentatori descrivano oggi Cala Llonga come meno viva rispetto al passato, evidenziando una sensazione diffusa di vuoto da quando le attività hanno cessato di operare.
Anche chi ha lavorato in queste strutture ricorda come il loro contributo andasse oltre l’aspetto commerciale. I servizi offerti ai bagnanti, inclusa la disponibilità di bagni e punti di supporto per chi trascorre l’intera giornata in spiaggia, rappresentavano una risorsa concreta per la collettività. La loro eventuale scomparsa rischierebbe quindi di incidere negativamente sulla qualità dell’accoglienza e sulla fruibilità dell’arenile.
La mobilitazione popolare delle ultime settimane conferma quanto il tema sia sentito. La raccolta firme promossa da residenti e abituali frequentatori della baia ha rapidamente ottenuto centinaia di adesioni, dimostrando che una parte significativa della popolazione considera queste installazioni un patrimonio sociale prima ancora che economico. Il messaggio che arriva dal territorio è chiaro: preservare la funzione e lo spirito di questi luoghi viene percepito come una priorità.
Nel frattempo l’amministrazione comunale continua a muoversi all’interno di un quadro normativo particolarmente complesso, cercando di evitare gli scenari più penalizzanti e valutando possibili utilizzi alternativi per una delle strutture. Una posizione che testimonia la difficoltà della situazione ma che, secondo molti cittadini, non cancella l’impressione che negli anni si sarebbe potuto fare di più per arrivare a una soluzione stabile prima di giungere a un punto così delicato. È una critica legittima che non mette in discussione la buona fede degli enti coinvolti, ma evidenzia come la gestione di beni tanto radicati nella vita quotidiana richieda spesso maggiore rapidità, visione e capacità di mediazione.
Mentre il futuro resta incerto, una convinzione accomuna gran parte della comunità locale: una spiaggia non è fatta soltanto di sabbia e mare. È composta anche da luoghi, tradizioni, incontri e ricordi. Per questo motivo, l’eventuale scomparsa dei chioschi di Cala Llonga viene vissuta da molti come la perdita di una parte della propria storia, oltre che di uno degli elementi che hanno contribuito a rendere speciale questa destinazione nel corso delle generazioni.
Firma qui la petizione: https://www.change.org/p/reopen-kiosko-hollywood-and-pedro-in-cala-llonga-ibiza
