Il percorso di Benito Moschini, in arte Benny Camaro, sembra scritto nella partitura della sua vita sin dall’inizio. “Il mio percorso musicale è come se ci fosse sempre stato, fin da piccolo”, racconta, ricordando “quando all’età di 4 anni mi fu regalata una tastiera di un’ottava e fu l’unico giocattolo che mi appassionò. Da lì lo studio al conservatorio, i primi live nel Napoletano e credo che sia proprio quello il momento in cui ho deciso che avrei fatto questo nella vita”. Quella decisione ha dato vita a una carriera poliedrica che, partita dai club della Costa Smeralda e di Milano negli anni Novanta, lo ha portato oggi a essere una colonna portante della scena house italiana, un produttore rispettato e un performer dal live elettrizzante, capace di unire mixaggio, canto e suono dal vivo in uno spettacolo unico.

La sua produzione, un deep house contaminato da soul, funk e rock, ha trovato casa su etichette major e indipendenti, ma il riconoscimento più prestigioso è giunto di recente: il contributo alla stesura di “Rarra” per l’album degli Articolo 31, “Protomaranza”, certificato disco d’oro FIMI. “Poi nel 2025 è arrivato il disco d’oro per una produzione contenuta nell’album ‘Protomaranza’ degli Articolo 31, è stata una grande soddisfazione personale”, ammette. Un traguardo che si aggiunge a emozioni precedenti, come l’esplosione di “Las Dos Lunas”: “In realtà la mia prima grande emozione è stata ‘Las Dos Lunas’ prodotta nel 2015, fece un giro incredibile… Tiësto se ne innamorò e la volle come primo disco della sua (all’epoca) appena fondata etichetta AFTR:HRS. Per me fu una grande emozione e il disco è arrivato a quasi 2.000.000 di streaming solo su Spotify”.

Questi successi non sono solitari. Benny Camaro riconosce il valore della collaborazione e della rete di sostegno: “Sono tante le persone che devo ringraziare per questo viaggio tuttora in corso, ma nell’immediato sento di dover ringraziare il mio caro amico Wlady che mi ha sempre supportato e spronato in tutti i miei progetti ed ha fatto molto di più, presentandomi suo fratello Jad (Articolo 31) con cui ho subito avuto un gran feeling… mi arriva da parte loro la proposta di collaborare al progetto del nuovo album degli Articolo 31, non stavo più nella pelle. Non smetterò mai di ringraziarli”.

Oggi, mentre continua a essere un protagonista fisso nei locali milanesi, a produrre per la Sushi & Sound Records e a portare il suo sound tech & melodic techno nei club di tutta Europa, lo sguardo è rivolto al domani. “Voglio evolvermi a sfide sempre più grandi”, afferma, “ho molto lavoro in studio da quando ho avuto questo riconoscimento ed anche nel campo dei Live c’è stato un bel cambiamento, soprattutto fuori dalla Lombardia, spingiamo il pedale e non ci fermiamo. L’obbiettivo è sempre fare la musica che mi piace, senza condizioni”. E tra i nuovi progetti in pentola e la disponibilità a collaborazioni, coltiva due sogni in particolare: “mi farebbe davvero piacere poter un giorno collaborare con Cremonini e con Ultimo, due artisti che stimo davvero tanto”. Il viaggio, come lui stesso dice, è tuttora in corso.