Nel mondo della musica elettronica esiste un codice non scritto, una forma di reverenza che va oltre le classifiche e i numeri di streaming, qualcosa che affonda le radici nel rispetto profondo tra colleghi e nella volontà di preservare la memoria di chi ha tracciato il solco. È quello che emerge dal recente tributo a DJ Ralf, figura iconica della scena italiana, che ha ispirato non uno ma due progetti discografici nell’arco di pochi mesi, dimostrando come la cultura dei dj sia ancora profondamente legata ai suoi padri fondatori.
La primavera del 2025 vede nascere “Ralf Ciao Ralf”, un vinile pubblicato su Laterra che porta la firma del duo (ino)2, formato da Walterino e Marcellino Keller. Il progetto nasce da una fascinazione genuina, quasi fanciullesca nella sua purezza, da grandi fan della musica dello “zio d’Italia” (come viene affettuosamente chiamato Ralf). I due producer decidono di costruirgli un vestito musicale su misura, qualcosa che lui stesso possa suonare nei suoi set, un pezzo che porti la sua voce e la sua storia direttamente sulla pista da ballo. L’intuizione è semplice ma efficace, prendono un’intervista disponibile su YouTube in cui Ralf racconta aneddoti della sua carriera e ne estrapolano le frasi più significative, costruendo un loop attorno alla frase che dà il titolo al brano. Il suono è dichiaratamente old school, con quel groove profondo e quel basso ritmico che richiama i periodi d’oro di Chicago e Detroit, quando la house music era ancora un linguaggio in via di definizione.
Alex Gas, veterano della scena con un curriculum che affonda nel 2008 quando pubblicava su Fahrenheit Music di Mario Più, ha curiosamente utilizzato a sua volta la voce del celebre dj umbro in una sua produzione in uscita a breve. La sua “Rithmo” prende solo piccoli shot dall’intervista e li inserisce in un contesto di deep dub con una linea di basso acid che guida tutto il pezzo. La voce di DJ Ralf scandisce il ritmo attraverso break perfettamente sincronizzati con texture di delay e riverbero. Non è un caso isolato nella storia della dance music, questo tipo di operazioni richiama alla mente “Daft Punk Is Playing at My House” dei LCD Soundsystem, quel singolo del 2005 che celebrava i daft punk non attraverso una cover o un remix ma costruendo un’intera narrazione attorno alla loro presenza, alla loro mitologia.
Non è un caso isolato nella storia della dance music. Questo tipo di operazione richiama alla mente, ad esempio, “Daft Punk Is Playing at My House” degli LCD Soundsystem, singolo del 2005 che celebrava i Daft Punk non attraverso una cover o un remix ma costruendo un’intera narrazione attorno alla loro presenza, alla loro mitologia. Gli stessi Daft Punk hanno celebrato il grande Giorgio Moroder nella leggendaria “Giorgio By Moroder”, con lo stesso Moroder che al microfono racconta la sua storia (“My name is Giovanni Giorgio, but everybody calls me Giorgio” è un verso entrato nella mitologia). E numerosi “maestri” elencandoli nella loro “Teachers” presente in “Homework”, album di debutto del 1997. A proposito di elenchi, indimenticabile è quello degli Scooter ai dj della scena techno e rave in ‘Hyper Hyper’ (1994).
“When We Heard Maurice Fulton2, traccia del 2003 firmata Solid Groove, era l’omaggio reverente di un giovane producer londinese, Dave Taylor, a un nume tutelare della deep house più elegante e jazzata. Tempo dopo, Taylor venne analogamente omaggiato da Jesse Rose e Oliver $, due suoi “allievi”, in un pezzo dal titolo “When We Heard Solid Groove”. Si tratta di tributi tra colleghi, da parte di producer che riconoscono pubblicamente l’influenza e l’importanza di altri artisti nel proprio percorso. Quello che emerge da questi progetti dedicati a Ralf è proprio questo: la volontà di rendere iconico non solo il personaggio ma l’idea stessa di trasmissione della conoscenza musicale, di continuità tra generazioni di producer e dj. Alex Gas e il duo (ino)2 non stanno semplicemente campionando una voce o utilizzando un nome famoso per visibilità, stanno costruendo dei monumenti sonori a qualcuno che considerano fondamentale per la propria formazione musicale.
La scena club, anche e forse soprattutto italiana, ha sempre avuto questa caratteristica, una forte componente familiare dove i rapporti tra artisti vanno oltre la competizione professionale e diventano veri e propri legami di stima reciproca. Ralf stesso, nell’intervista da cui sono stati estratti i sample, racconta la sua storia senza enfasi, con quella naturalezza tipica di chi ha vissuto la musica come necessità più che come carriera, e forse è proprio questa autenticità che i producer più giovani vogliono preservare e celebrare attraverso i loro tributi.